3 APRILE 2017 CHIARA CORRADI SALSOMAGGIORE, SLIDER, STORIA, ARTE E CULTURA, VAL STIRONE
http://www.ilparmense.net/castello-contignaco-dante/
"Per più di due secoli, dal 1315 al 1637, signori del Castello di Contignaco furono gli Aldighieri di Parma, appartenenti alla stessa famiglia degli Alighieri toscani. Sono molte le tracce che fanno pensare, anche alla luce di questa parentela, che lo stesso Dante Alighieri abbia soggiornato nel maniero durante il periodo del suo esilio da Firenze. A rafforzare l’ipotesi anche la presenza, all’interno della Biblioteca Nazionale di Napoli, di un codice miniato della Commedia redatto dal chierico fidentino Giovanni De’ Gambis [chierico nativo di Borgo San Donnino, a Fidenza]. Nel 1411 l’uomo stilò una delle sette migliori versioni della Commedia fra le seicento esistenti"
I MISTERI DI DANTE ALIGHIERI
http://www.emiliamisteriosa.it/2013/03/i-misteri-di-dante-alighieri.html
di Simona Gonzi
"Tra codici miniati e antichi manoscritti, in archivi polverosi di antiche pievi e castelli potrebbero nascondersi gli originali mai trovati delle tre cantiche della Commedia dantesca. L’intuizione è di don Amos Aimi, archivista della Curia di Fidenza, in provincia di Parma. Nel 1964 ero parroco a Contignaco, piccola frazione di Salsomaggiore Terme, e i vecchi del paese e la gente semplice del posto iniziarono a raccontarmi che nel castello aveva soggiornato Dante Alighieri in visita ai parenti. Ero molto giovane all’epoca e l’idea, subito mi fece sorridere. Inizia cosi il viaggio di don Amos alla ricerca delle tracce del Sommo Poeta nelle terre verdiane. Gli anziani del luogo intanto indicavano al parroco anche un punto: il bosco davanti all’ingresso del castello, un tempo molto più irto e selvaggio, lasciandogli intendere che quello potesse essere la selva oscura. Don Amos a quel punto iniziò a convincersi e a cercare tra carte e documenti. Quella che sembrava essere solo una leggenda cominciò ad avere dei contorni storici. A Contignaco, infatti, vissero realmente i nobili e potenti Aldighieri, parenti del sommo poeta, che vendevano il sale al Comune di Borgo San Donnino, l’attuale Fidenza. Ma fu solo il primo indizio in una serie di riscontri che fanno pensare a Dante nel territorio emiliano. Nel 1315 venne combattuta una grande battaglia a Contignaco, vinta dagli Aldighieri contemporanei a Dante, che per un certo periodo si sarebbe dunque fermato qui. Un altro indizio Don Amos lo trova a Napoli: In un viaggio di studio mi sono imbattuto nel codice miniato del 1411 a firma di tal Giovanni Dè Gambi, chierico nativo di Borgo San Donnino e quel codice una delle sette migliori versioni della Commedia tra le seicento esistenti.Io sono convinto che chi lo ha scritto possa aver avuto tra le mani l’originale della Commedia. "
http://www.ilparmense.net/castello-contignaco-dante/
"Per più di due secoli, dal 1315 al 1637, signori del Castello di Contignaco furono gli Aldighieri di Parma, appartenenti alla stessa famiglia degli Alighieri toscani. Sono molte le tracce che fanno pensare, anche alla luce di questa parentela, che lo stesso Dante Alighieri abbia soggiornato nel maniero durante il periodo del suo esilio da Firenze. A rafforzare l’ipotesi anche la presenza, all’interno della Biblioteca Nazionale di Napoli, di un codice miniato della Commedia redatto dal chierico fidentino Giovanni De’ Gambis [chierico nativo di Borgo San Donnino, a Fidenza]. Nel 1411 l’uomo stilò una delle sette migliori versioni della Commedia fra le seicento esistenti"
I MISTERI DI DANTE ALIGHIERI
di Simona Gonzi
"Tra codici miniati e antichi manoscritti, in archivi polverosi di antiche pievi e castelli potrebbero nascondersi gli originali mai trovati delle tre cantiche della Commedia dantesca. L’intuizione è di don Amos Aimi, archivista della Curia di Fidenza, in provincia di Parma. Nel 1964 ero parroco a Contignaco, piccola frazione di Salsomaggiore Terme, e i vecchi del paese e la gente semplice del posto iniziarono a raccontarmi che nel castello aveva soggiornato Dante Alighieri in visita ai parenti. Ero molto giovane all’epoca e l’idea, subito mi fece sorridere. Inizia cosi il viaggio di don Amos alla ricerca delle tracce del Sommo Poeta nelle terre verdiane. Gli anziani del luogo intanto indicavano al parroco anche un punto: il bosco davanti all’ingresso del castello, un tempo molto più irto e selvaggio, lasciandogli intendere che quello potesse essere la selva oscura. Don Amos a quel punto iniziò a convincersi e a cercare tra carte e documenti. Quella che sembrava essere solo una leggenda cominciò ad avere dei contorni storici. A Contignaco, infatti, vissero realmente i nobili e potenti Aldighieri, parenti del sommo poeta, che vendevano il sale al Comune di Borgo San Donnino, l’attuale Fidenza. Ma fu solo il primo indizio in una serie di riscontri che fanno pensare a Dante nel territorio emiliano. Nel 1315 venne combattuta una grande battaglia a Contignaco, vinta dagli Aldighieri contemporanei a Dante, che per un certo periodo si sarebbe dunque fermato qui. Un altro indizio Don Amos lo trova a Napoli: In un viaggio di studio mi sono imbattuto nel codice miniato del 1411 a firma di tal Giovanni Dè Gambi, chierico nativo di Borgo San Donnino e quel codice una delle sette migliori versioni della Commedia tra le seicento esistenti.Io sono convinto che chi lo ha scritto possa aver avuto tra le mani l’originale della Commedia. "

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